Intervista a Emma Corradi

da | Mar 19, 2020

Raccontaci la tua attività: di cosa ti occupi?

Sono un’educatrice e sono la Presidente dell’Associazione Radici e Ali, che si occupa di bambini, di ragazzi e di famiglie, attraverso proposte di incontro, iniziative di prevenzione e attività all’interno delle scuole e nel tempo extra-scolastico.

 

Qual’è il percorso che ti ha portata a creare la tua professione, aiutandoti ad arrivare a chi sei ora?

Ho cominciato a lavorare ancora prima di laurearmi e ho fatto differenti lavori (call center, baby sitter, segretaria…). Proseguendo negli studi ho indirizzato sempre più la mia ricerca di lavoro in settori che fossero affini alla mia formazione. Ho quindi lavorato prevalentemente nel mondo della scuola. Quando sono diventata mamma avevo bisogno di una gestione del tempo migliore, perché desideravo vivere la mia nuova condizione di genitore in relazione alla mia bambina, soprattutto nei primi anni della sua esistenza.

 

Ci racconti la tua svolta? quando hai capito che era arrivato il momento di intraprendere un percorso professionale diverso?

Cominciai a lavorare per una Fondazione che aveva dei progetti educativi interessanti e, grazie a chi credeva in me, ho potuto fare esperienze interessanti e costruttive, con mamme e bambini in situazioni di disagio e ragazzi minorenni detenuti. Ho potuto anche conoscere il lavoro progettuale che stava a monte, completando sempre più le mie conoscenze.
Quando è finita questa collaborazione avevo chiaro cosa volessi fare nella vita, in quale modo e con quali tempi e così, facendo tesoro di ogni esperienza, mi sono buttata nella costituzione di un’Associazione mia.

 

Quali sono i valori che guidano il tuo lavoro?

Questo progetto è uno spazio aperto e in divenire, pronto a crescere e a trasformarsi attraverso le idee nuove, le esperienze, gli incontri con le persone e gli incontri con altre realtà. Sicuramente non mancherà mai il desiderio di proporre esperienze di vita positive che possano essere supporto e riferimento soprattutto nei contesti meno facili.

 

Hai trovato un equilibrio tra vita personale e professionale? Svelaci il tuo segreto!

Sebbene la gestione dell’Associazione porti via più tempo di quello preventivato all’inizio, la gestione vita personale e professionale è abbastanza in equilibrio, anche grazie alle persone che condividono con me questo percorso, ovvero due splendide donne, con le quali, oltre alla voglia di fare, condivido il desiderio di un lavoro che ci faccia vivere meglio, senza assorbire totalmente la nostra vita. Anche l’apporto della famiglia è importante, perché comunque un lavoro progettuale di questo tipo fa si che non ci siano orari lunghi fissi in ufficio, ma un ufficio in casa e mille progetti in essere, che spesso s’intrecciano con la vita.

 

Come è migliorata la tua vita da quando sei freelance? Quali aspetti positivi hai
trovato? e quelli negativi?

La mia vita è migliorata nel sentirmi realizzata grazie al fatto di “essere” in qualche modo il mio lavoro e non solo di svolgerlo, quindi di crescere ogni giorno e di mettermi in gioco come persona, prima che come educatrice, andando a dormire sempre diversa da come mi sono svegliata: con un sogno in più, una delusione, un’idea, un incontro speciale, un momento storto… Il lato negativo è che ogni tanto vorrei non avere tante cose a cui pensare o vorrei che qualcuno pensasse a qualcosa al posto mio!

 

Ci racconti come organizzi il tuo tempo? Com’è la tua giornata tipo?

Non ho una giornata tipo, ma in linea di massima al mattino, mentre mia figlia è scuola, svolgo in compiti che mi portano fuori casa (ufficio, riunioni, progetti, scuole, incontri, documenti…). Per ora di pranzo prendo mia figlia a scuola, mangiamo insieme e facciamo i compiti.
Spesso nel primo pomeriggio riesco a guardare la posta, stampare qualcosa, fare alcune telefonate.
Poi mi reco in Associazione dove svolgo la parte di lavoro in segreteria o con gli utenti e di solito porto la bambina con me. Rientriamo a ora di cena e la sera è tutta relax (quasi sempre)!

All’inizio della tua attività da freelance hai avuto la possibilità di confrontarti con altre persone che fossero nella tua stessa situazione? Ti è stato d’aiuto?

Fin dall’inizio ho condiviso questo progetto con altre donne, mamme, educatrici… E’ stata sempre uno scambio proficuo, bello e un capirsi sulle diverse esigenze.

Dove trovi l’ispirazione nel tuo lavoro? hai delle persone speciali a cui ispirarti?

Nel mio lavoro mi ispira la vita, il mondo… Vedo e valuto dove possono esserci delle difficoltà e cerco di fare proposte costruttive, spesso le idee vengono ascoltando la gente. Non ho una persona che mi ispiri in particolare, l’idea di lasciare qualcosa di buono nel mio cammino credo sia quella che sottende ogni azione.

 

Come hai conosciuto Tempo in rosa? Quale valore può portare al tuo percorso professionale?

Ho conosciuto Tempo in Rosa grazie a mia cognata Monica. Anche lei è una di quelle donne che hanno una vera forza creatrice e trasformatrice che le guida nel voler dare forma alle idee. Tempo in rosa racchiude molte sue idee, in qualche modo è affine al mio lavoro ed è stimolante per ogni donna.

 

Ripensando al tuo percorso e alla tua esperienza che consiglio senti di dare a chi si affaccia all’attività da freelance?

Se qualcuno volesse buttarsi in un’attività propria, basata soprattutto sulle proprie competenze e sulle proprie idee, gli direi di trovare dei buoni alleati, non demoralizzarsi, non pensare di diventare ricca… per lo meno, non economicamente!

 

Se le nostre lettrici avessero bisogno di te dove possono contattarti?

Possono trovarci al nostro Centro in Via Parenzo 42 o contattarci via mail e tramite il sito www.radicieali.org